Gli spinaci

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

Lo spinacio è una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiacee, originario dell’Asia e introdotto in Europa intorno al 1000. Se ne mangiano le foglie, spesse e verdi.

Gli spinaci sono un alimento molto sano e dalle interessanti proprietà, che sicuramente dovremmo integrare nella nostra dieta. Ecco perché:

1. Gli spinaci sono una fonte eccellente di carotenoidi, vitamine, minerali, e molecole ad azione antiossidante, utili per contrastare l’invecchiamento cellulare.

2. Pare che gli spinaci aiutino a regolare i livelli della pressione sanguigna e che inoltre facciano molto bene alla salute degli occhi grazie al loro contenuto di zeaxantina e luteina.

3. Sfatiamo un mito: gli spinaci contengono del ferro, ma non tanto quanto si pensa. A originare questa credenza fu un errore di battitura: su un’etichetta di alcune confezioni di spinaci qualcuno scrisse che il contenuto di ferro era, invece di 3,4mg, 34mg ogni 100g. In realtà, a parità di peso, molti altri vegetali (per esempio le lenticchie) hanno un contenuto di ferro decisamente più alto.

4. Gli spinaci sono un ortaggio molto versatile: sono buonissimi da soli, cotti o crudi, ma anche in aggiunta ad altre ricette, per esempio insalate e torte rustiche, o all’interno di ravioli e pasta ripiena in generale. Tra l’altro sono facili da conservare, perché si possono anche congelare senza correre il rischio che perdano le loro proprietà nutritive!

5. Per migliorare l’assorbimento dei carotenoidi contenuti negli spinaci, conviene mangiarli cotti: la cottura infatti spezza i carotenoidi e ne facilita l’assimilazione da parte dell’organismo. È meglio però non cuocere i nostri spinaci per troppo tempo, o si corre il rischio di disperdere il contenuto vitaminico. Se invece li volete consumare crudi, vi consiglio di condirli con abbondante limone, ricco di vitamina C, per favorire l’assorbimento di ferro da parte del nostro organismo.

Il tartufo

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

Sapevate che il tartufo in realtà è un fungo? Appartiene al genere Tuber ed è un fungo cosiddetto ipogeo, cioè che cresce sotto terra.

I tartufi nascono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, tipicamente querce, lecci, tigli e pioppi, con cui poi stabiliscono un rapporto simbiotico.

Ecco alcune curiosità su questo gustoso alimento:

1. I tartufi sono apprezzatissimi per via del loro aroma e sapore molto intenso, che nasce da precise necessità biologiche: il forte profumo ha infatti lo scopo di attirare gli animali selvatici che, scavando nel terreno, contribuiscono a propagare le spore e a perpetuare la specie. Il tartufo ha proprietà antiossidanti e rimineralizzanti e facilita la digestione. Inoltre ha un apporto calorico pressoché nullo (anche perché normalmente si utilizza in piccolissime quantità).

2. Per questo motivo, tradizionalmente si andava a caccia di tartufi con l’aiuto di un maialino (nonostante la difficoltà nell’impedire all’animale di mangiarsi questi funghi, di cui è ghiotto). Oggi in Italia l’impiego di maiali è vietato, quindi si utilizzano cani da tartufo precedentemente addestrati.

3. Nonostante la distinzione più nota, quella tra tartufo nero e tartufo bianco, in realtà esistono tante specie diverse, alcune più rare e pregiate di altre, e tutte presenti sul territorio italiano. Le regioni più vocate alla produzione di tartufo, in Italia, sono quelle del centro-nord, in particolare Umbria, Molise e Abruzzo, e, per quanto riguarda il tartufo bianco, il Piemonte (in particolare le zone in provincia di Alba, dove ogni anni si tiene una famosissima Fiera del Tartufo bianco).

4. L’Italia è il primo produttore ed esportatore al mondo di tuber magnatum, cioè il pregiatissimo tartufo bianco, e uno dei principali produttori per quanto riguarda tutte le altre specie. Il prezzo elevato di questi funghi è dovuto alla loro rarità e alla difficoltà nel trovarli. Cambia di anno in anno, perché la loro reperibilità può essere influenzata da vari fattori, come ad esempio la siccità.

5. Purtroppo, soprattutto per chi non se ne intende, è facile incappare in tartufi di bassa qualità venduti a prezzi esorbitanti. Il tartufo nero di maggiore qualità è quello invernale, chiamato tartufo nero pregiato, e non va confuso con quello estivo (anche detto scorzone), o con quello moscato. Si può riconoscere dalla buccia particolarmente dura e resistente, difficile da intaccare, e il colore all’interno dev’essere nero con sottili e fitte venature bianche e sfumature di rosso.

La melanzana

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

Sapevate che l’Italia è il primo produttore europeo di melanzane?
La melanzana (Solanum Melongena) è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee (la stessa di pomodori, patate, peperoni…), coltivata per il frutto commestibile.

Ecco alcuni fatti interessanti su questo ortaggio:

1. Le melanzane, oltre a essere belle e buone, fanno anche bene: hanno ottime proprietà remineralizzanti perché contengono molti sali minerali che assorbono dal terreno, in particolare potassio. Inoltre pare abbiano proprietà lassative e diuretiche e contengono alcune molecole che stimolano ed equilibrano l’attività del fegato.

2. La presenza di solanina, una sostanza potenzialmente tossica se assunta in grandi quantità, non rappresenta un problema: infatti, con la cottura, la quantità di solanina presente nelle melanzane viene ridotta della metà – e in piccole dosi non causa problemi.

3. Per questo motivo le melanzane si consumano cotte, oltre che per attenuarne il sapore amaro. Purtroppo, nonostante siano ortaggi a basso contenuto calorico, la pasta spugnosa delle melanzane assorbe tantissimo il condimento… quindi non è un alimento adatto a chi sta seguendo diete ipocaloriche, a meno che non si sia disposti a consumare melanzane scondite!

4. Chi invece non ha problemi di questo tipo potrà sbizzarrirsi utilizzando le melanzane in una grande varietà di ricette e preparazioni: dai piatti tipici della tradizione italiana, come la parmigiana o la pasta alla norma, a ricette più semplici come conserve, melanzane fritte o ripiene, polpette di melanzane….

5. Se vi state chiedendo come scegliere le melanzane migliori al mercato, il segreto è controllare che il picciolo non sia secco e sia bene attaccato al frutto. La melanzana, inoltre, non deve presentare ammaccature e la buccia dev’essere ben tesa. E mi raccomando, il picciolo va sempre lasciato attaccato all’ortaggio, anche quando lo conservate in frigo!

Il tonno

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

Oggi vi parlerò di uno dei prodotti ittici più diffusi nelle nostre cucine: il tonno. Questi pesci, del genere Thunnus, appartengono a una grande famiglia che comprende otto specie diverse di pesce azzurro.

Ecco alcune cose da sapere sul tonno:

1. Nonostante la varietà di specie, tutti i tipi di tonno sono caratterizzati da un corpo di forma ovale, allungato e compresso ai fianchi; la pinna dorsale e la pinna posteriore sono forti e robuste, e le dimensioni del pesce sono elevate, anche se possono cambiare molto a seconda della specie di tonno – così come il colore delle carni e quello della pelle.

2. Tra le specie di tonno più diffuse troviamo il tonno rosso, così chiamato per il colore intenso delle carni, ricercatissimo in Giappone perché alla base dei piatti di pesce crudo; poi c’è il tonno bianco o alalunga, più piccolo, dalla carne bianca con sfumature rosa: le sue uova sono particolarmente apprezzate; infine il tonno pinna gialla, dalla carne chiara, principalmente destinato all’inscatolamento.

3. Del tonno non si butta via niente: pensate che viene anche chiamato maiale del mare proprio per questo motivo. Si possono trovare in commercio il filetto di tonno, la parte dorsale, la ventresca (la parte ventrale e più pregiata del pesce, perché resa particolarmente tenera e gustosa dall’alto contenuto di grassi)… senza contare poi la bottarga o altri prodotti molto apprezzati in alcune regioni, ad esempio le interiora, il cuore, il lattume e le guance.

4. Il tonno è un pesce mediamente grasso, a seconda del taglio, ma contiene ottimi quantitativi di proteine, sali minerali e soprattutto omega3, presenti in grandi quantità soprattutto nella ventresca.

5. Sapete come scegliere del tonno in scatola di qualità? Vetro o latta non fa differenza, purché non ci siano ammaccature sulla scatoletta. È meglio scegliere del tonno con carne compatta e in pezzi grandi, perché assorbe meno olio. Se viene riportata la specie di tonno utilizzata o la parte di tonno lavorata, vuol dire che è probabilmente di ottima qualità, perché per legge non è obbligatorio specificare nessuna delle due. Per quanto riguarda l’olio, è meglio assicurarsi sempre che sia extravergine d’oliva ed evitare prodotti con aggiunta di additivi. Infine, se sull’etichetta è presente la scritta “lavorato fresco”, significa che il tonno è stato lavorato immediatamente dopo essere stato pescato, senza essere congelato.

Ananas

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L’ananas, una pianta originaria del Sud America, appartiene alla famiglia delle Bromeliacee. Fu introdotto in Europa dai primi esploratori spagnoli e inglesi di ritorno dal nuovo continente. Adesso l’ananas è uno dei frutti più conosciuti e viene coltivato in moltissimi paesi nel mondo.

Ecco alcune curiosità sull’ananas:

1. Questo frutto è ricco di bromelina, tra i rimedi naturali più efficaci e ben assorbiti: si tratta di una sostanza che facilita la digestione, è un efficace rimedio antinfiammatorio ed è anche antiedematoso, quindi utilissimo anche nel trattamento della cellulite, soprattutto quella complicata da ritenzione idrica anche dolorosa.

2. Le proprietà dell’ananas non finiscono qui: questo frutto infatti contiene tante altre sostanze benefiche, per esempio vitamina A e C, beta-carotene, fibre e sali minerali, in particolare manganese (76% del fabbisogno giornaliero), molto importante per la formazione delle ossa e della cartilagine.

3. L’ananas è una pianta già conosciuta e coltivata da Maya, Atzechi e Incas. Cristoforo Colombo stesso fu tra i primi europei a scoprire questo frutto, nel 1493. Agli inizi del 1700 si diffuse la coltivazione in serra dell’ananas in Europa e, all’inizio dell’Ottocento, l’ananas trovò il suo habitat ideale nelle Hawaii (come dargli torto!). Oggi le grandi produzioni di ananas si trovano soprattutto nelle zone tropicali ed in Europa.

4. L’ananas, oggi, è il frutto in scatola più consumato al mondo. Anche gli ananas freschi sono disponibili sul mercato in qualsiasi momento dell’anno: i frutti vengono raccolti prima della maturazione, per cui sapore e odore sono molto diversi da quelli del frutto maturato sulla pianta.

5. Per scegliere un ananas dolce e sano, il trucco è controllare il colore della buccia tra le losanghe esterne: se è verde-grigio il frutto è acerbo, se è marrone è troppo maturo. La buccia infatti deve essere di colore arancione sfumato ed il frutto deve avere un caratteristico aroma delicato. Una volta acquistato l’ananas, non è consigliabile conservarlo al freddo per lunghi periodi.

Mirtilli

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mirtilli (Vaccinium) sono piccoli frutti che crescono su arbusti della famiglia delle Ericacee, molto diffusi nell’emisfero settentrionale, soprattutto in zone con clima temperato o freddo.

Ecco alcune curiosità su questi gustosi frutti dalle interessantissime proprietà:

1. Esistono diverse varietà di mirtilli: pensate che il genere Vaccinium comprende circa 400 specie diverse! Le tipologie più famose di mirtillo sono sicuramente il mirtillo rosso e quello nero, ma ne esistono di tanti colori e dimensioni differenti.

2. Il mirtillo è un frutto che negli ultimi anni è diventato molto famoso grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, al punto che viene utilizzato anche per produrre integratori e medicinali naturali per combattere infezioni alle vie urinarie o di altro tipo – soprattutto intestinali.

3. I mirtilli sono anche ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti; inoltre contengono sostanze che fanno bene alla vista, alla circolazione e al cuore.

4. Nonostante la forma faccia pensare a quella delle bacche, i mirtilli sono veri e propri frutti che rientrano nella categoria delle false bacche.

5. I mirtilli si possono usare come ingrediente in moltissime preparazioni dolci e salate, ma se volete averne l’irresistibile aroma sempre a disposizione vi consiglio di provare a preparare in casa dell’aceto aromatizzato al mirtillo. È facilissimo: basta lasciare a macerare dei mirtilli nell’aceto di mele per circa un mese. Il gustoso condimento ottenuto è particolarmente consigliato in abbinamento a verdure, crostacei e piatti di pesce.

Zenzero

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Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta della famiglia delle Zingiberaceae, la stessa del Cardamomo. Viene dall’Estremo Oriente ma è coltivato in tutta la fascia tropicale e subtropicale.

Se ne utilizza il rizoma (la parte sotterranea della pianta, spesso erroneamente confusa con una radice), fresco o in forma essiccata e polverizzata.

Ecco qualche curiosità sullo zenzero:

1. Lo zenzero contiene varie sostanze utili per il nostro organismo: acqua, carboidrati, proteine, diversi sali minerali e vitamine, tra cui quelle del gruppo B e vitamina E. Gingeroli e shogaoli sono i responsabili del tipico sapore pungente.

2. Da sempre lo zenzero è apprezzato per le sue proprietà antiemetiche e gastroprotettive. Risulta infatti particolarmente efficace per combattere nausea (masticato o infuso in acqua), problemi gastro-intestinali, meteorismo.

3. Lo zenzero è anche un ottimo antinfiammatorio naturale: può aiutare ad alleviare mal di testa e infiammazioni, soprattutto di stomaco ed esofago. È inoltre ottimo per combattere mal di gola e raffreddore: una tisana allo zenzero è un vero toccasana!

4. In cucina, grazie al suo tipico sapore, può essere utilizzato in tantissime modalità e forme diverse: con lo zenzero si insaporiscono tantissime ricette, sia dolci che salate, oltre a succhi, tisane e frullati. Si può grattugiare, tagliare a fettine o utilizzare in polvere. Entra anche nella preparazione di numerose bevande analcoliche, come la ginger ale.

5. Ormai per me è un’abitudine (e quasi una necessità!) assumere ogni mattina un bicchiere d’acqua tiepida con limone e zenzero grattugiato. I benefici sono numerosi: limone e zenzero, insieme, aiutano a tenere a bada il senso di fame. Il limone aiuta a disintossicare l’organismo e lo zenzero attiva il metabolismo.

Avocado

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

L’avocado (Persea americana) è una specie arborea che produce gli omonimi frutti e appartiene alla famiglia delle Lauracee.

Ne ho parlato nella puntata n.95 del mio programma Segreti in Tavola, in onda ogni giorno alle 11.35 e 17.35 su Dimensione Suono Due.

Ecco qualche curiosità sull’avocado:

1. Originario dell’America Centrale, negli ultimi anni questo gustoso frutto si è diffuso moltissimo sul mercato europeo e viene ormai prodotto, in tante varietà diverse, in quasi tutte le zone con clima tropicale o sub-tropicale (addirittura, da noi, in Sicilia e in Sardegna!).

2. L’avocado è un vero toccasana per il nostro organismo, perché è ricco di sostanze benefiche. Tra queste, importantissima la presenza di vitamine del gruppo B, vitamina E e C, potassio (in proporzione, molto più che nelle banane), sostanze antiossidanti, che rallentano l’invecchiamento cellulare, e ad azione anti-infiammatoria, come i fitosteroli, polifenoli, e soprattutto i carotenoidi, che fanno anche tanto bene alla pelle e alla vista.

3. In cucina, questo frutto è molto versatile: può infatti essere utilizzato in tantissime ricette, sia dolci che salate. Per esempio, è ottimo in aggiunta a insalate e dolci di vario tipo, e si presta alla preparazione di gustosissime salse, come il famoso guacamole.

4. L’avocado contiene molti grassi ma, contrariamente a quello che si pensa, non fa ingrassare: infatti ha un indice di sazietà molto elevato, quindi contribuisce a far passare il senso di fame. Inoltre, i grassi dell’avocado sono quelli “buoni”, che aiutano a mantenere in salute il cuore e a ridurre il colesterolo “cattivo”.

5. Il segreto per riconoscere quando l’avocado è maturo al punto giusto è togliere il picciolo e osservare il colore del frutto sotto: se è verde, il frutto è pronto per essere consumato, se è marrone significa che l’avocado non è ancora maturo (o che lo è troppo).

Immagine tratta da https://www.kjokkenutstyr.net

Barbabietola rossa

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

La barbabietola rossa, o rapa rossa, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Chenopodiaceae, dal nome scientifico Beta vulgaris (compare infatti con il nome beta in alcuni manoscritti greci risalenti al V secolo a.C.).

Composta principalmente da acqua, la barbabietola è ricca di sali minerali (sodio, calcio, potassio, ferro e fosforo) e di vitamine (del gruppo A, B, principalmente la B9 ovvero l’Acido folico, e C). Si può acquistare fresca, in succo o in polvere, con nutrienti più concentrati.

Ecco alcune proprietà e curiosità relative a questa meravigliosa pianta:

1. Sia il tubero che le foglie sono commestibili e ricchi di antiossidanti e di flavonoidi, utili per proteggere l’organismo dall’azione dei radicali liberi. Per via dell’alta concentrazione di saponine e sali minerali, la barbabietola è indicata come alimento remineralizzante e come aiuto naturale in caso di anemia: l’aggiunta di limone spremuto nel succo o per condire il tubero può favorire l’assorbimento del ferro contenuto in tali alimenti.
2. Uno studio del 1983 sulla correlazione tra abitudini alimentari e cancro del colon-retto ha portato la barbabietola sotto i riflettori, dando il via a una serie di trial clinici e approfondimenti, molti dei quali tutt’ora in corso, sulle presunte proprietà antitumorali della pianta.
3. Gli antichi romani ritenevano che la barbabietola avesse effetto afrodisiaco e la utilizzavano molto a tale scopo. Effettivamente, oggi è stato dimostrato che i sali minerali di cui la pianta è ricca stimolano la produzione di ormoni sessuali.
4. La betanina presente nella barbabietola è un colorante alimentare naturale (E162) del tutto innocuo e comunemente utilizzato per la colorazione di prodotti di pasticceria, gelatine di frutta, sughi e salse, gelati e ghiaccioli.
5. Per via dell’altissima concentrazione di zuccheri, il consumo di barbabietola può rappresentare un pericolo per chi soffre di diabete. È sempre consigliabile, per i diabetici, fare molta attenzione al consumo di barbabietola e parlarne con un medico.

Basilico

Francesca Romana BarberiniGiusto Con Gusto

Uno degli ingredienti chiave della nostra tradizione, il basilico.

Utilizzato in tutte le cucine italiane per insaporire e colorare sughi, carni, pizze e tanti altri cibi, le foglie di questa pianta non solo emanano un aroma buonissimo, ma fanno anche bene al nostro organismo!

Ecco quindi alcune curiosità sul basilico:

1. Nonostante sia diffusissimo in Italia, in realtà il basilico è originario dell’India. È una pianta erbacea annuale della famiglia delle Lamiaceae, il cui nome scientifico è ocimum basilicum. Ne esistono circa 60 varietà, di cui alcune presentano foglie rosse o violacee.

2. La pianta di basilico è ricca di potassio, utile per regolare l’equilibrio idrico dell’organismo, calcio, ottimo per fortificare le ossa, e ferro, essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Contiene inoltre magnesio e vitamina A, sostanze benefiche per il sistema immunitario. Il basilico ha anche proprietà antiossidanti che proteggono la pelle dai radicali liberi e prevengono l’invecchiamento delle cellule.

3. Fin dall’antichità sono note le sue proprietà antinfiammatorie: l’eugenolo, contenuto nelle foglie di basilico, è la sostanza che gli conferisce il suo caratteristico aroma ed è un valido aiuto contro dolori, raffreddori e malattie cutanee. Può inoltre ridurre il prurito derivato da punture di zanzare: basta strofinare una foglia di basilico sulla puntura per ottenere un effetto calmante!

4. L’olio essenziale estratto dal basilico, oltre ad avere un profumo che io personalmente adoro, ha effetti benefici sull’apparato digerente, calmando le mucose gastriche e favorendo la digestione. Può anche essere inalato (facendo i suffumigi o respirandone qualche goccia da un fazzoletto) per alleviare le infezioni alle vie respiratorie.

5. Il basilico ha effetto rilassante sul sistema nervoso, risultando quindi molto utile a chi soffre di stati di ansia e insonnia. Attenzione però: se assunto in quantità esagerate può avere effetto narcotizzante.